Salta al contenuto
Logo Parrocchia SS. Crocifisso
La Stadera
di Redazione·7 anni fa·9 min di lettura

“Mano A Mano: Il Signore Ci Guida Nella Vita”

RELAZIONE DEL PARROCO AL CONSIGLIO PASTORALE

Mc 4, 35-41 : GESU’ PLACAIL MARE IN TEMPESTA

“L’attraversamento del mare di Galilea indica latraversata della vita. La barca rappresenta la comunità persona, la famiglia,il nostro cuore. Piccoli mari in cui si possono scatenare grandi ed impetuosetempeste. Chi non ha conosciuto qualcuna di queste tempeste, quando tutto sioscura e la barca comincia a fare acqua da tutte le parti, mentre Dio sembra essereassente o dormire? (Mons. Vito Angiulli in una sua lettera pastorale: Laparrocchia comunità di fede).

Ricorderete che Gesù, rimproverava i suoi discepoli.Certo non avevano torto, per essere spaventati loro, pescatori esperti, èevidente fosse una situazione decisamente pericolosa. Ma San Pietro esortava inquesto modo: “Gettate i Lui ogni vostra preoccupazione, perché Egli ha cura divoi.” (1Pt 5,7) Pietro e suoi colleghi temevano di essere stati abbandonati. Mail Signore era sulla barca con loro. Non avuto quella fede in Gesù che è,dovremmo fare in modo che ci sia, sulla barca della nostra vita.

La fede fiducia: Lui c’è! Mons. Angiulli parlerà poidi una fede scontata: è ovvio che io sia cristiano-cattolico. Cosa vi credete?Sono nato e sono cresciuto in una famiglia cattolica. Ma ora non basta più. Lafede è scontata perche si fa gli sconti non vi impegnerà più di tanto. Bastipensare alla frequenza della S. Messa domenicale. Quanto di più scontato, cioècomprensibile ci sia. Ma in parrocchia si va solo nelle situazioni dovute: isacramenti come passaggi obbligati. Poi ciao! Una fede povera e…. pocosignificativa. Non morde nella vita, la si perde subito basta un niente. Invecela scrittura dice: “Resistete (al demonio) forti nella fede (1Pt 5,8-9)Richiamo altresì dalla lettera agli Ebrei “Trovarono forza nella lorodebolezza” (Eb. 11,34). Ma non avrei bisogno di ricordarvi le parole note diSan Paolo “ti basta la mia grazia perché la mia potenza si dimostra nella debolezza“ (2Co 12,9-10) Ricorderete “ Quando sono debole allora sono forte “ laespressione finale dell’Apostolo. Ma spesso Gesù si né lamentato della scarsafede, fragile e precaria dei suoi 2 gente di poca fede” (Mt 6,30 – Lc 12,2). APietro “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?” (Mt 14,31).

È ancora rivoltoa me e a voi il rimprovero di Mc16,14 “non avevano creduto…” per la durezza dicuore e la mancanza di fede. Preghiamo anche noi “Aumenta in noi la fede” (2Lc17,6)ma dove attingere perché la fede cresca? Dov’è il distributore della benzinaspirituale, la grazia cioè, carburante indispensabile per la nostra fede. Nemodat quod non abet. Nessuno da quello che non ha: ve lo sentite ripetere spesso.Se il tuo cuore è vuoto di Dio, come credere? La fede è quando è fuoco che brucia,è santa inquietudine che porta a cercare l’Assoluto incarnato in Gesù animatiin questa ricerca del vento impetuoso dello Spirito Santo. La fede è dono,gratuito, immeritato, ma apre ad una relazione personale con Dio. Quindi lapreghiera quindi la liturgia: vivere in una relazione personale, celebrare inuna dimensione comunitaria. Vivere la vita sacramentale: memoria degli eventiin cui Dio si è rilevato e si aperto a noi. Celebrare non vuol dire essere un: “direla messa” “servire la messa” fare un precetto, conservare la confezionesacramentale, subire la cresima come tanti adolescenti. La fede è delicata: vàcoltivata come una tenera pianticella. Deve’essere irrorata dalla grazia,alimentata da Gesù-pane di vita eterna potata da un sano pentimento che riceveil perdono. Va nutrita di santa dottrina…. E anche la ragione va educata ad unagratuita intenzione all’amore di Dio. Nella vita spirituale vale sempre lavecchia regola: quello che fai, ti trovi. Se ti spendi di malavoglia, conl’orologio in mano, perennemente ammalato, suggendo appena il prete comincia lasua omelia…Basterà poco, e ciao! La colpa la darai al resto del mondo, inprimis ai tuoi preti. Ma sei tu che hai detto no alla tua fede. Hai licenziatoil tuo Creatore e Signore; hai detto a Gesù, a cui dici di volere bene, cheproprio a m messa non ti va di andarci o ci vai quando di senti, perché poi tisentiresti ipocrita se ci andassi pur non sentendolo. Molto superficiale, lecose importanti si fanno comunque non perché senti di farle. A volte farlecomporta sacrificio. Leggo la preghiera del Card. Newan.

PREGHIERA

Signore Dio della mia vita,guarda alla mia debolezza e aumenta la mia fede.Sono molto le cose che non comprendo:gli episodi spiacevoli e amari della vita,il tuo silenzio quando t’invoco…Io mi metto davanti a te,fiducioso di stare alla tua presenza,sicuro che nessuna delle mie preghiere cadrà nel vuoto,perché tu sei un Dio fedele e buono.Parlami nel silenzio,istruisci in ogni cosa,illumina la mia debole menteperché possa riconoscerti presente e vivo accanto a me.Aumenta la mia fede, Signore,aiutami a credere in tequando le ombre sembrano prevalere;Aiutami a fidarmi della tua ParolaE insegnami a lasciarmi guidare docilmente da te,che sei l’Amore senza fine.Guidami, luce amabile,tra l’oscurità che mi avvolge.Guidami innanzi,oscura la notte, sono lontano da casa.Dove mi condurrai? Non te lo chiedo, o Signore!

Quindi la preghiera nutre la fede. Se non preghi, noncredi. E se credi, preghi!

Famiglia e parrocchia sono gli ambienti naturali incui si viene nutriti alla preghiera. La parrocchia è scuola permanente dipreghiera. Con la liturgia i momenti di preghiera comunitaria, la catechesi, ladirezione spirituale. La chiesa parrocchiale che diventa un cenacolo. Chi nevarca la soglia, sente di stare alla presenza di Dio. È un luogo speciale. È lospazio fisico e spirituale della contemplazione. La scuola di preghiera econtemplazione che è l’anima di un autentico apostolato. La parrocchia non è,solo, un attore di iniziative sociali. Ci saranno pure, doverosamente, ma …hauna competenza speciale nell’insegnare forme ed espressioni di preghiera chepossono essere l’anima della vita quotidiana. In questo un aiuto speciale dallecomunità religiose, e noi accogliamo l’apostolato e la testimonianza di alcunereligiose. Tra i loro carismi quello della contemplazione e dell’adorazione. LaSC al n 13 afferma comunque che ogni preghiera va vissuta in armonia con laSacra liturgia: ad essa conduce e da essa parte per ispirare la vita quotidianae l’apostolato. La liturgia è culmine e fonte, dice al n 10 dello stessodocumento conciliare……culmine verso cui tende l’azione della chiesa fonte dacui promuove tutta la sua virtù…” Nel mondo più alto si vive la preghieracristiana nella liturgia. È il culmine della nostra vita parrocchiale. E’ la fonte della nostra azione cattolica. Ilmistero di Cristo celebrato nella liturgia trova la sua applicazione piùconnaturale nella liturgia delle ore: almeno lodi e vespri. Prima, dopo, con lamessa purché le si celebri. E comunque dando generoso spazio la lectio divina ealla lettura personale, quotidiana…. Almeno del Vangelo. Un piccolo brano, una pericope,ogni giorno, seguita da una breve meditazione personale. La parrocchia deveinsegnare ad amare la preghiera personale. Ricordate: la visita a GesùSacramentato. Un saluto di un innamorato e dell’amante… Certo la preghiera è un“dono di Dio”, va chiesto con umiltà Cfr il CCC n 2559-2561. si esige l’umiltàdell’orante. L’uomo “mendicante di Dio” sa di essere ascolto da Dio stesso,unico a poter saziare la nostra sete di infinito. La vita di preghiera esentirsi sempre alla presenza di Dio.

Quindi la parrocchia non può accontentarsi dicelebrare solo la Messa, ma deve fare in modo che la preghiera si prolunghinella vita quotidiana. Bisogna insegnare a pregare ed amare la preghiera. Tuttiallora ameranno le preghiere semplici della vita quotidiana, quelle che siimparano e si recitano a memoria. Tutti impereranno il “Ti adoro mi Dio” e del mattinoe della sera, il confesso, l’Atto di dolore, l’Angelus…. E amerannol’adorazione eucaristica personale e comunitaria. Tutti i giovedì sera,compresa l’adorazione notturna dell’ultimo giovedì del mese (incubatio),veglie, liturgia della parola e…. anche i pellegrinaggi, austeri, solari,sereni e non semplice turismo religioso o gita. Ma perché allora non pensareall’adorazione eucaristica tutte le mattine, nella nostra raccolta cappellina,cuore della nostra parrocchia? Ma Bisogna imparare ad amare il silenzio.Non si può cercare l’incontro personale con Dio nel chiasso interno alla nostratesta, esterno nell’ambiente in cui vorremmo pregare Esiste anche la preghieradel cuore: mettiti alla presenza di Dio, svuota la mente da pensieri inutili econfessati, pensa solo a lui. Sentirsi alla presenza di Dio: Signore mio Dio,io so chi sei qui, mi vedi e mi ascolti. Ti adoro con profonda riverenza. Tichiedo perdono dei miei peccati e grazie per fare con frutto questa preghiera.Madre mia Immacolata S. Giuseppe. Padre e Signore mio Angelo mio custode intercedeteper me. Anche il corpo deve imparare a pregare. N primis: genuflessione,inchino profondo, mani giunte, braccia allargate, stare in ginocchio, occhiabbassati… Non passare davanti al Santissimo senza la genuflessione. Mai. Duevolte passare dieci volte farai una vera e devota genuflessione. Con la stessaintensità.

Non pensare che ti stia chiedendo troppo. Non sei unmonaco vero! Ma anche i laici sono chiamati alla santità. Da laici. Maconsapevole che sta Lui Lui, tutto diventa luminoso, bello, pacifico, sereno…Della devozione della Madonna del Rosario ne parleremo in un altro contesto.Certo non si può essere cristiani, senza essere mariani. O mariani e non avereGesù al centro della nostra vita. Come Maria. E della devozione ai Santi Medicirimane la nostra consapevolezza che va valorizzata. Non solo nei gesti devozionali,processione e festa compresi, ma nel considerarla anima di un nostro impegno dicollaborazione con Bitonto e altri luoghi di devozione per i S. Medici. Perultimo ma non ultimo l’attenzione alla nostra identità di parrocchia del SS.moCrocifisso. Confermo che il 3 Maggio intenzione della Croce, l’occasioneliturgica per celebrare la Croce di Gesù.

Redazione

Condividi