IO SONO UNA MISSIONE SU QUESTA TERRA - In cammino con i testimoni di ieri e di oggi. Un incontro sulla figura di Ruggiero Peschechera
Stadera n. 167
Stadera n. 167 – Mar/Apr 2026
Il 20 novembre 2025, durante il percorso catechistico del gruppo giovani-giovanissimi, si è tenuto un incontro sulla figura di Ruggiero Peschechera, giovane barlettano scomparso nel 1992 in seguito ad un linfoma, diagnosticato l’anno precedente. Sono note diversi raccolti di suoi scritti, come le lettere che, durante il periodo di ricovero a Lione, spediva alla sua fidanzata, Mariella (fu pubblicata nel 2015 una riedizione di queste lettere, nella raccolta Quante sono le stelle del cielo, edita da Rotas). La storia di Ruggiero ha toccato profondamente i giovani e i giovanissimi. Ecco la testimonianza di alcuni di loro:
Durante il percorso di catechismo attraverso la guida "Io sono una missione su questa terra", ci siamo imbattuti in una storia straordinaria: quella di Ruggiero Peschechera.
La sua storia costituisce un esempio di santità e amore per ognuno di noi: Ruggiero era un ragazzo pieno di potenzialità, frequentava l’università, nella facoltà di Economia e Commercio, impartiva ripetizioni ai ragazzi del quartiere che lo chiamavano “zio Pesca”, si preoccupava dei più bisognosi e donava tanto amore alla sua fidanzata, Mariella, che fino alla fine dei suoi giorni ha cercato di portare sulla via del Signore, nonostante non fosse religiosa quanto lui. Ruggiero si ammalò in giovane età di linfoma, ma nonostante tutto ha affrontato la malattia senza scoraggiarsi mai, perché si fidava del Piano di Dio. Questa storia, raccontata da sua sorella, ci ha mostrato come la sua storia possa essere un grande esempio per tutti noi.
Le lettere che ha iniziato a scrivere durante la malattia sono state piene di fede, speranza, amore e amicizia non solo verso i cari ma anche verso coloro che lui aiutava, andando incontro a molte difficoltà, senza mai scoraggiarsi.
Non si è mai tirato indietro da una sfida e ha continuato sempre a lottare e, soprattutto, a sorridere, anche quando agli occhi degli altri tutto sembrava perduto.
Questa storia ha mostrato come chi ha voglia di fare e di rivalsa vincerà sempre su qualunque male gli possa capitare ed è un esempio che molti giovani potrebbero seguire per diventare persone migliori e più coscienti del mondo e delle sofferenze ma anche gioie che ci circondano.
Ruggiero può essere considerato il “santo della porta accanto”, in quanto, attraverso gesti quotidiani, è riuscito a rendere la sua vita una continua ascesa verso la santità.
Teresa Lanotte e Antonio Manna
La testimonianza di Ruggiero Peschechera ha risuonato e può ancora risuonare dentro di noi come un esempio di santità quotidiana, giungendo a noi direttamente: e deve arrivare specialmente nel cuore dei più giovani, coloro a cui Ruggiero voleva rivolgersi e a cui dedicava molto del suo tempo. E, come ha fatto fino alla fine, non dovremmo mai smettere di sorridere. Citando proprio le sue parole da una lettera a Mariella: “Alla fine, come Gesù sarò felice”.
Ruggiero Pio Belgiovine
Ruggiero Pio Belgiovine
