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La Stadera
di Liana Caputo·3 mesi fa·3 min di lettura

HAMNET- NEL NOME DEL FIGLIO di Chloè Zhao.

Stadera n. 168 - Mag/Giu 2026

l film diretto da Chloè Zhao è un’intensa e intima esplorazione della perdita, dell’amore e dell’ispirazione artistica, raccontata attraverso gli occhi di Agnes, moglie di William Shakespeare. Ambientato nell’Inghilterra rurale del XVI secolo, il film ci immerge nella vita quotidiana della coppia, che cresce tre figli, Susanna e i gemelli Judit e Hammet, in un equilibrio precario tra gli affetti familiari e il mondo esterno.

Quando la morte prematura del giovane Hamnet colpisce la famiglia, il dolore spinge Agnes a confrontarsi con la perdita. È attraverso Agnes che si assiste alla frattura che si apre nella famiglia e al tentativo di rimettere insieme i frammenti di una vita devastata. Non è la storia di Shakespeare come genio isolato, ma come uomo segnato da un lutto privato, che finirà per riflettersi nella sua opera più celebre. Ai tempi, i nomi Hamnet e Hamlet erano considerati intercambiabili, e il film gioca con questa ambiguità storica per suggerire che la tragedia del figlio abbia innescato la nascita dell’Amleto teatrale.

La trama del film racconta della storia vera dell’amore tra William Shakespeare e Agnes e della loro famiglia devastata dal dolore. Il lutto si verifica quando ormai Shakespeare da anni vive a Londra, incoraggiato e sostenuto da Agnes anche quando, causa gli impegni teatrali, le assenze dalla famiglia sono sempre più sentite. In assenza del padre, Hamnet colpito dalla peste si ammala e, nonostante tutti gli sforzi della mamma per tentarne la guarigione, muore tra le sue braccia. Il dolore è profondo, Agnes non sarà più la stessa, non perdonerà mai William di non essere stato presente neanche al suo funerale e di non capire il suo dolore. In realtà dopo quel terribile lutto, Shakespeare scriverà una delle sue opere più belle, l’Amleto. Non c’è conferma ufficiale che sia dedicata proprio a figlio ma, come già detto, i due nomi Hamlet e Hamnet sono intercambiabili, e nella tragedia si parla di dolore e di morte: il principe impazzisce per la morte del padre e questo episodio sembrerebbe uno specchio di ciò che ha vissuto lo stesso Shakespeare. Il finale del film vede Agnes, dopo un periodo di lutto, assistere per la prima volta alla rappresentazione dell’Amleto a Londra. Qui comprende che il dolore di William per la morte del figlio si è trasformato in arte sancendo una riconciliazione emotiva. Il teatro diventa un ponte tra il dolore e la vita, quindi si può scegliere di non restare soli nel dolore, trasformando la tragedia in un gesto di resistenza.

Un film sicuramente da vedere!

Liana Caputo

hamnetliana caputoChloè Zhao

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