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La Stadera
di Ruggiero Dimonte·2 min di lettura

GIUSTIZIA E COSTITUZIONE: il 22 e 23 marzo gli italiani chiamati al referendum

Stadera n. 167

Stadera n. 167 – Mar/Apr 2026

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 10 del 14 gennaio 2026 è stato pubblicato il decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio 2026 con il quale è stato indetto, per i giorni di domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026, il referendum popolare confermativo della legge costituzionale recante: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare».

Il quesito referendario sarà il seguente:

«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?»

Attraverso il voto, i cittadini saranno chiamati a decidere se confermare o meno le modifiche proposte ad alcuni articoli della Costituzione, che riguardano l’ordinamento giurisdizionale italiano.

Il tema della riforma sta alimentando quotidianamente il dibattito pubblico, in particolare per quanto riguarda la prospettata separazione delle carriere dei magistrati, che rappresenterebbe una novità di rilievo nell’assetto della giustizia italiana.

Il dibattito si incentra, soprattutto, su tre temi che sono poi quelli delle tre significative modifiche introdotte dalla legge riformatrice:

  • La previsione di due CSM, 
  • il sorteggio come metodo di designazione dei componenti dei due CSM (laici e togati)
  •  la presenza dell’Alta Corte disciplinare.

Ci sono indubbiamente molti profili che dovranno essere definiti nell’organizzazione del nuovo sistema giudiziario; il numero dei componenti togati, nella suddivisione tra giudici e pubblici ministeri; l’autonomia e il coordinamento di alcune decisioni, i concorsi, nel numero tra pubblici ministeri e giudici e le loro modalità; il coordinamento dei pareri in caso di riforme processuali; l’organizzazione tabellare e le strutture investigative; i percorsi procedimentali nella dinamica dei rapporti tra P.M. e giudice e così via. Sicurante, dunque, non un tema banale…

Al di là delle diverse posizioni che animano il confronto politico e istituzionale, noi vogliamo sottolineare come il referendum rappresenti un momento significativo di partecipazione democratica. Informarsi sui contenuti e recarsi alle urne significa esercitare un diritto fondamentale e contribuire attivamente alla vita civica del nostro Paese.

Ruggiero Dimonte

dimonte.ruggiero@libero.it

Ruggiero Dimonte

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