Salta al contenuto
Logo Parrocchia SS. Crocifisso
La Stadera
di Liana Caputo·2 giorni fa·2 min di lettura

C’ERA UNA VOLTA MIA MADRE di Ken Scott.

Stadera n. 170 - Set/Ott 2026

Il film è tratto dal romanzo autobiografico di Roland Perez dal titolo Ma Mère, Dieu et Sylvie Vartan. La storia inizia a Parigi nel 1963. Esther, una donna eccentrica, generosa e travolgente, dà alla luce Roland, il sesto figlio di una famiglia di immigrati marocchini. Il bambino nasce con una grave disabilità: “il piede equino”, una malformazione che, secondo i medici specialisti, gli impedirà per sempre di camminare autonomamente, condannandolo all’uso delle stampelle. Esther rifiuta categoricamente la diagnosi.

Mossa da un’incrollabile determinazione e da un ottimismo fuori dal comune, promette al figlio che camminerà ed avrà una “vita favolosa”. Attraverso una grande dose di ottimismo, sacrifici immensi e una fede incrollabile, (“affidata” ad una singolare trinità formata dalla madre stessa, da Dio e dal mito della cantante Sylvie Vartan), Esther guiderà Roland verso un futuro straordinario. Il bambino non solo imparerà a camminare e a ballare, ma crescerà fino a diventare prima un attore, poi un giornalista ed infine un avvocato di enorme successo, coronando persino il sogno di lavorare proprio per la cantante Sylvie Vartan.

Il film tocca temi forti e universali quali la disabilità, la maternità, la speranza, la determinazione e i pregiudizi sociali. Come suggerisce la battuta finale del film:” uno scrittore inglese ha giustamente scritto che Dio, poiché non poteva essere ovunque, ha dovuto inventare le madri. Un film appassionato e denso di emozioni, capace di commuovere e far ridere, un inno al diritto di sognare ed un attestato di stima all’infinita forza delle madri. Un film sicuramente da vedere!

Liana Caputo

ken scottfilmdisabilità

Condividi