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La Stadera
di Michele Grimaldi·4 min di lettura

BARLETTA E LA SUA ANIMA GRECA - Un'eredità da custodire. Un simbolo di fede e identità che attraversa i secoli e racconta la vocazione mediterranea della città

Stadera n. 167

Stadera n. 167 – Mar/Apr 2026

La splendida chiesa di Santa Maria degli Angeli o dei Greci è un meraviglioso scrigno di arte nel cuore di Barletta. La costruzione della Chiesa si deve molto probabilmente all’arrivo di una colonia greca inviata da Basilio I il Macedone, con il fine di incrementare la presenza della stessa popolazione greca in Puglia. L’obiettivo fu raggiunto: verso la fine del XVI secolo, la colonia greca raggiunse un livello di prestigio e ricchezza tali, da poter erigere le chiese di S. Giorgio, sita nell’attuale via S. Giorgio dove sino a poco tempo fa vi era la bottega di un falegname e la chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Il primo accenno della presenza di questa Chiesa si trova in un documento del “Codice Diplomatico barlettano”, risalente al 1398, in cui tale Angelillo Trapperius di Berteraymo fa richiesta all’arcivescovo di Trani della costruzione di una cappella sub vocabulo Sante Marie de Angelis con annesso ospedale per poveri.  La chiesa, dotata di un ospedale per i poveri, fu occupata nel XVI secolo da una colonia di coronei, greci del Peloponneso fuggiti all’invasione turca. Concessa nei primi anni del Seicento al culto greco-ortodosso, fu abbandonata dopo la peste del 1656. Dal 1660, la chiesa passò al culto cattolico-romano. La peste del 1656 colpì la città facendo calare il numero dei suoi abitanti dai ventimila di quell’anno agli ottomila del marzo successivo, decimando anche un cospicuo numero di greci–ortodossi: circostanza che determinò la scomparsa della colonia per oltre un secolo. Tornò al culto greco-ortodosso nel 1789, quando la colonia greca ripopolò Barletta.

Il culto greco-ortodosso fu ripristinato fino al 1842, anno in cui il governo borbonico si impossessò della chiesa, costringendo la colonia greca a riunirsi presso una cappella privata. Il culto cessò definitivamente attorno al 1907 sia per la graduale estinzione della colonia stessa, sia per il lento e inesorabile decadimento dell’edificio. La chiesa è ubicata lungo via dei Greci, anticamente strada Chiesa dei Greci, anche storicamente denominata vico Leone e Gusman. L’intitolazione della chiesa ha come riferimento la nota devozione dei Greci ortodossi per la Madonna. 

La chiesa è costruita al livello di un primo piano m. 2,10 sopra il livello stradale ed è l’unica chiesa in Barletta che presenta questa particolarità.La facciata è semplice priva di interesse architettonico, sviluppata sul lato lungo della pianta. 

All’ingresso principale si accede mediante una scalinata costituita da due rampe opposte, disposte parallelamente al fronte principale, che terminano in un piccolo pianerottolo. La facciata è semplice, priva di alcun elemento architettonico di pregio. Il portale di ingresso è sormontato da un timpano ad arco spezzato nel mezzo.

L’interno è caratterizzato da un’aula rettangolare con orientamento est-ovest. Sul lato opposto all’ingresso è posta un’imponente iconostasi all’interno della quale sono inserite le icone, con la funzione di separare la zona del Santuarium dalla zona accessibile ai fedeli. Nel mezzo vi è la porta regale, il cui accesso era riservato solo al clero, ai lati della quale vi sono le raffigurazioni del Cristo Pantocratore e della Madonna.  L’iconostasi della chiesa dei Greci di Barletta è un esempio pregevole nel suo genere e può essere considerata per la sua monumentalità una delle iconostasi più interessanti presenti in Italia meridionale.

Le opere che la chiesa conserva sono pregevoli, un esempio è la bellissima iconostasi, elevata su quattro registri, alta 10 metri e larga 6 metri. Le icone despotiche, posizionate nel primo registro, sono quelle del Cristo Pantocratore e della Madonna Hodighitria. Queste sono state dipinte da un importante artista cretese del ’500, lo stesso che realizza il disegno per il mosaico del Pantocratore dell’abside di San Giorgio dei Greci e dipinge la Madonna Nicopeia per la Basilica di San Marco, entrambe a Venezia.

Il 6 giugno 1984 il Comune di Barletta acquistò la chiesa greco-ortodossa grazie alla disponibilità della signora Antonietta Palieri, vedova Giallocosta, la cui famiglia ne vantava il possesso “ab immemorabili” e dopo un’elaborata opera di restauro, finanziata dal Comune di Barletta e condotta da sei giovani restauratori diretti da Cinzia Dicorato e Mariangela Canale, la quattrocentesca Chiesa è stata restituita al pubblico per la fruizione

Michele GRIMALDI  

Storico ed Archivista 

Michele Grimaldi

Storico ed Archivista

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